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ASSOCIAZIONE FOTOGRAFICA

Non sei più tornato

inaugurazione mostra

“La sera del 29 Ottobre due gruppi criminali si diedero 

appuntamento per un regolamento di conti finito male, 

probabilmente dovuto ad un debito.”

– Latina oggi

La fotografia ha il potere di fermare il tempo, di trasformare un istante in memoria, di dare forma a ciò che spesso sfugge allo sguardo. Ogni immagine è un invito a entrare in un mondo sospeso, dove la realtà personale diventa racconto per tutti, dove la vita trova spazio per emergere.

Siete invitati sabato 29 novembre all’inaugurazione della mostra Non sei più tornato della fotografa Serena Radicioli che ci parlerà del suo ultimo lavoro.
Il talk inizierà alle ore 18:30 all’interno della giornata dedicata all’editoria e alla fotografia.

L’incontro è gratuito e aperto a tutti.
Per garantirti il posto a sedere in sala è necessario mandare una mail ad info@factory10.it

Dalle parole dell’autrice:

“Quella sera morirono due persone, una delle due era mio padre. Non ho mai saputo realmente quale fosse il suo vero lavoro. Consideravo normale non vederlo tornare per un determinato lasso di tempo, come consideravo normale saltare la scuola per andare a visitare un carcere e ritrovarlo lì. La sera dell’agguato, lo aspettavo a casa, ma non è mai tornato. La morte di mio padre è stata improvvisa, la mia famiglia non parla quasi mai dell’accaduto, neanche al tempo se ne è mai parlato. Io sono cresciuta piena di domande su di lui, dopo 10 anni ho iniziato a fare ricerche ed esplorare i fatti: ho cercato nei suoi documenti, trovato fascicoli, foto, lettere dal carcere, e riscoperto persone che in qualche modo lo rendono ancora vivo. Il progetto coniuga immagini dell’archivio pubblico e di famiglia, la mia memoria personale con immagini scattate nel presente. Non sei più tornato è un insieme di ricordi, avvenimenti e fatti che rivelano attraverso gli occhi di una bambina le scelte di vita di un padre che è stato ucciso. Il contrasto tra una ricerca degli spazi profondamente evocativa e un linguaggio immediato talvolta imperfetto, che si avvicina agli strumenti della fotografia istantanea, rispecchia la volontà di costruire una narrazione che si sviluppa per frammenti di memoria ed informazioni, chiedendo allo spettatore un ruolo attivo nell’interpretazione e nella ricostruzione del senso del lavoro.

Nel suo sviluppo, il progetto mette in luce come la fotografia non possa restituire ciò che è assente, ma può diventare uno spazio in cui l’assenza si manifesta. Non si tratta soltanto di un semplice tentativo di ricostruire una storia, ma un punto di partenza per un’esplorazione più ampia sulla fotografia come strumento critico di comprensione e trasformazione, evidenziando i limiti intrinsechi di qualsiasi tentativo di rappresentare completamente un evento passato, soprattutto così carico di ambiguità.

Non sei più tornato parla della fine di un’attesa, ma anche di una speranza spezzata, trasformatosi in un incolmabile vuoto che chiede di essere inseguito. Mio padre a casa non è più tornato, e questo è il centro del mio progetto.”

L’autrice

Serena Radicioli nasce a Latina nel 1997, dove attualmente vive. Con una formazione biennale in fotografia presso Officine Fotografiche di Roma, nel 2025 consegue con il massimo dei voti la laurea in Fotografia e Audiovisivo presso la RUFA (Rome University of Fine Arts). 

Porta avanti la propria indagine personale con il progetto di tesi Non sei più tornato, con cui nel 2023 vince il Premio per le Arti di Castelfiorentino e il Premio Musa. È finalista nel 2024 al Festival Arturo Ghergo (sezione Giovane Talento) e nel 2025 al Premio Giovane Fotografia Italiana – Luigi Ghirri. Nello stesso anno viene selezionata nella shortlist della Pop-Up Open Call 2025, in occasione della decima edizione di PhEST – See Beyond the Sea a Monopoli, ricevendo il PhMuseum Award. Ha esposto in numerosi contesti, tra cui il festival Der Verzicht a Verona nel 2024, il Festival di Fotografia Europea 2025 a Reggio Emilia nell’ambito di Giovane Fotografia Italiana, e  più recentemente è stata invitata a presentare il suo lavoro nel novembre 2025 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Beirut, in occasione della mostra fotografica Fragili / Fragments – Due sguardi italiani sulla vulnerabilità. Il suo lavoro è stato pubblicato su diverse riviste e piattaforme, anche a livello internazionale, tra cui il quotidiano francese Libération.

Serena utilizza la fotografia come strumento di esplorazione e indagine, adottando un approccio istintivo e complesso. La sua ricerca supera i confini della pura estetica, accogliendo anche gli errori intrinseci del mezzo fotografico. Il processo creativo prende forma attraverso la ricerca d’archivio e la ricostruzione di una realtà presente, profondamente intrecciata con il passato. Il suo lavoro si distingue per la capacità di attivare un linguaggio visivo che evita la retorica e si muove su un registro sensibile, in cui l’assenza diventa immagine e il gesto fotografico si fa atto di proiezione, comprensione e resistenza.